PIAZZA RAGAZZABILE SUL SITO DI LABSUS - laboratorio nazionale sulla sussidiarietà

Piazza Ragazzabile Collegno - San Donato
 

PIAZZA RAGAZZABILE SUL SITO DI LABSUS - laboratorio nazionale sulla sussidiarietà

Coinvolgere i giovani nella cura condivisa degli spazi urbani è l’obiettivo del progetto “Piazza RagazzabileCantiere/Laboratorio di ecologia urbana” promosso dal Comune di Collegno.Giunta alla sua diciassettesima edizione, l’iniziativa, rivolta a ragazzi a ragazze dai 14 ai 17 anni, fa parte del progetto “Collegno giovani”.

“La vedi la scritta su quest’altalena? L’ho fatta io qualche mese fa con i miei amici. Non volevamo essere cattivi, è che non sapevamo cosa fare. E non immaginavo ci fosse tutta questa fatica per pulire un pennarello, giuro che la prossima volta ci penserò due volte”, scherza Mattia che ha compiuto quattordici anni da poco. In mano ha una carta abrasiva, di quelle che si usano per scartavetrare, ai suoi piedi un barattolo di vernice e qualche pennello. È luglio, ma nonostante il caldo indossa un giubbino arancione catarifrangente con la scritta sulla schiena “Piazza ragazzabile”. Insieme a lui, un gruppetto di ragazzi e ragazze alle prese con le stesse attività. Non stanno scontando una pena, non sono pagati, non sono in punizione per i voti scolastici. Semplicemente si prendono cura della città: c’è chi pulisce per terra, chi vernicia un muretto. Benvenuti a Collegno, alle porte di Torino, terra di “Piazza Ragazzabile”.

Il metodo

Nel nome ricorda un pezzo di toponomastica, e da qualche anno a questa parte ha dato davvero ispirazione a una piazza che era un piccolo luogo di ritrovo per giovani. Ma da prima ancora Piazza Ragazzabile è diventata la filosofia di vita di un’intera collettività.

“Era il 2000 ed erano in arrivo i finanziamenti con la legge su “infanzia e adolescenza”. Gli adolescenti erano il nostro punto di domanda, quando le politiche giovanili erano politiche di lotta alla tossicodipendenza – raccontano Rocco Paolo Padovano, funzionario, e Francesco Casciano, sindaco di Collegno – ma come potevamo essere attrattivi? Troppo grandi per i centri estivi, troppo piccoli per altre attività cittadine. Spesso soli a casa d’estate, con l’assenza della scuola”.

Eppure in un’età delicata, quando il senso civico cerca di trovare una propria forma, e il senso di cittadinanza reclama un posto nel mondo. Così l’idea: impegnarli a rendere “ragazzabile” la città. E quindi pulire, scartavetrare, pitturare, diventare consulenti e rilevatori urbani. Naturalmente un progetto come Piazza Ragazzabile non può esistere come unico frutto delle politiche giovanili: nasce, e continua a vivere, grazie a una rete cittadina fatta di progetti e di associazioni, comitati di quartiere, politica, imprese sociali. E ancora: tra Amministrazione e adolescenti, e con le loro famiglie. Così quella che era un’attività per impegnare il tempo estivo si trasforma in un “complotto civico” tra adulti e ragazzi sulle politiche della città.

Ma perché oggi un adolescente dovrebbe passare l’estate e non solo, a prendersi cura della propria città?

Rivolto a ragazzi a ragazze dai 14 ai 17 anni, Piazza Ragazzabile è un progetto che non conosce crisi. Il 13 giugno 2016 ha preso il via la diciassettesima edizione, con la consueta corsa alle pre -iscrizioni nei mesi precedenti per accaparrarsi uno dei sessanta posti disponibili. Un successo, anche se il suo sottotitolo è “cantiere-laboratorio di ecologia urbana”, non proprio di facile attrazione. Anche se, come manifesta il volantino con l’annuale richiamo alle iscrizioni, i partecipanti si occuperanno di pulizia, raccolta differenziata, confronto con il mondo degli adulti.

In tutto nove settimane, distribuite nelle mattinate di giugno, luglio e settembre. La partecipazione è totalmente gratuita, e in cambio i partecipanti ricevono crediti scolastici, il libero accesso alle botteghe di formazione e un piccolo rimborso spese in base al numero delle ore frequentate. E ancora: la partecipazione ad eventi cittadini, la tre giorni in tenda a spasso per le montagne con i partigiani.

La mattinata tipo di un “piazzista”

Il ritrovo è alle 9.30 in uno dei Centri di Incontro collegnesi. Ad attenderli, c’è un mediatore socio-culturale del Progetto Collegno Giovani che si è occupato precedentemente dell’intera progettazione e ha un filo diretto non solo con l’Ufficio Animazione Civica, ma anche con i Lavori Pubblici, la Solidarietà Sociale, Ambiente, Istruzione: lo specchio sul mondo che “Piazza ragazzabile” riesce ad avere è molto ricco. A sostegno si aggiungono Servizi Civili, stagisti o maggiorenni partecipanti fino all’estate prima. I “piazzisti” vengono divisi ancora in sottogruppi e sparsi per la città. Si spostano esclusivamente in bicicletta, per chi non la possedesse il Comune ne presta una. E per il trasporto di materiali, c’è una fedele bici a tre ruote con carretto annesso.

È l’inizio del cantiere: a volte si tratta di pulizia, a volte di azioni più impegnative. Nel tempo è stato verniciato il mancorrente di una passaggio pedonale, la cinta del muro di ingresso del parco cittadino, e poi muretti, giochini. Ma soprattutto è il momento dell’amicizia, del confronto e dialogo. E’ durante il cantiere che adulti e anziani si fermano a chiedere, consigliano o addirittura aiutano nell’intervento.

Nel pomeriggio invece, è l’ora dell’andare a bottega: un appuntamento di sperimentazione con alcuni esperti, dalla falegnameria, all’orticoltura e apicoltura urbane, la ciclofficina, la comunicazione. Non a caso l’obiettivo del progetto è “incontro di giovani e adulti in azioni di ecologia urbana”.

Scommettere sul presente

Ma soprattutto, scommettere sugli adolescenti. Chi avrebbe il coraggio di dare a loro l’immagine di una città? “Quella battuta iniziale di Mattia e della sua scritta assume allora un tono diverso, in un’epoca dove i riti di passaggio all’età adulta, o dell’essere ascoltati non viene più considerata”, concludono Padovano e Casciano.

Piazza Ragazzabile continua a esistere: nonostante i diciassette anni di vita, la crisi economica. Addirittura viene imitato, o altre città chiedono l’utilizzo del metodo e anche del logo, compreso il vicino capoluogo Torino. Davvero gli adolescenti si stanno impossessando delle piazze.

 

Si ringrazia "Labsus.org" per la pubblicazione dell'articolo!

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